|
Il criptoportico, coperto da una volta a botte ribassata, realizzato in opera
incerta, viene rischiarato e areato da piccole finestre, 'a bocca di lupo'
aperte alla sommitą del muro perimetrale interno all'edificio, e situate al
centro degli intercolumni del portico. In superficie, queste aperture, hanno
l'aspetto di tombini.
Il portico č a navata unica, con il prospetto interno a colonne di ordine
dorico e il muro di fondo a doppia cortina irregolare con riempimento in
conglomerato. La pavimentazione č realizzata con uno spesso strato di
cocciopesto (6 cm), ad eccezione del gradino che immette nell'area centrale, in
lastre di calcare. Le colonne sono in laterizi sagomati e solo il blocco di
appoggio e i capitelli sono in calcare. La trabeazione era sicuramente in
legno, viste le ampie dimensione degli interassi e l'esilitą delle colonne e
doveva avere una decorazione in terracotta. Il tetto era doppio spiovente, come
indica il tratto di canalizzazione trovato lungo il lato esterno.
Successivamente tra l'epoca tardo antica e l'alto medioevo il criptoportico
fu abbandonato e riutilizzato dividendo lo spazio con grandi blocchi.
Lo scavo ha permesso di datare la costruzione nella seconda metą del I sec.
a.C.
|