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a cura della dott.ssa Rita Longhi e del Circuito Museale Nursino |
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Mostra permanente: Collezione Massenzi (dal 10 agosto 2002) Situata nelle stanze del piano inferiore della Castellina, la recente donazione è in linea con gli ideali ascetici di distacco dai beni terreni cui ha voluto improntare la vita il novantottenne Evelino Massenzi, il 10 agosto 2002 c'è stata la sua inaugurazione.
Evelino Massenzi è un personaggio davvero singolare, dal cuore grande e legato agli affetti e ai ricordi più cari tanto da arrivare a donare a Norcia una ricca collezione archeologica e di oggetti di interesse artistico per onorare la memoria dei suoi genitori, originari del luogo, ben consapevole dell'importanza che il suo gesto rappresenta per la valorizzazione del patrimonio culturale nursino e della città. I beni furono comprati poco per volta dal padre, il medico Alfredo, che intendeva così mettere da parte un cospicuo capitale per poi rivenderlo e costruire, con il ricavato, un ospedale per i poveri. La prematura scomparsa del medico, laureatosi insieme a Maria Montessori, permise di realizzare solo in parte il progetto e la collezione rimase alla famiglia Massenzi e ad Evelino, l'unico ancora in vita dei tre figli di Alfredo. La collezione si compone di 333 reperti archeologici e di 9 opere di interesse storico-artistico. L'intera raccolta, tra le maggiori collezioni private dell'Umbria e vincolata dallo Stato per la sua importanza storico-archeologica-artistica, si segnala per la notevole omogeneità culturale e per la consistenza del materiale che la compone. Si tratta di vasi etruschi o greci e in minima parte magno-greci per lo più di VII-VI secolo a.C. ma anche di epoca classica ed ellenistica (V-I sec. a.C.), tra i quali meritano menzione un'anfora in bucchero di quasi un metro di altezza, alcuni vasi attici a figure nere o rosse, uno skyphos falisco e un cratere a colonnette riccamente decorato. L'attuale allestimento espositivo è di 100 reperti, conseguenza dell'esigenza di rendere fruibile quanto prima l'ingente patrimonio acquisito dal Comune, assecondando così la volontà del benemerito donatore e contribuendo a dotare la città di un'esposizione di livello nazionale. Considerando globalmente il materiale archeologico, anche limitatamente al numero di reperti esposti, è possibile ripercorrere la storia della ceramografia etrusca dall'epoca orientalizzante (fine VIII-VII sec. a.C.) all'ellenismo, con l'edizione di pregevoli materiali greci di importazione. Il percorso espositivo segue un criterio che è insieme cronologico e tipologico, riunendo il materiale per epoca ma anche per centri di fabbricazione e morfologie. Nella prima sala sono esposti reperti italo-geometrici ed etrusco-corinzi. Nelle sale 2 e 3 si trovano un nutrito numero di materiali di impasto e bucchero. L'ultima sala è dedicata alla ceramica di importazione attica e alla ceramica etrusca figurata e a decorazione lineare.
Planimetria della Castellina piano inferiore.
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