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Nel vasto salone con
l’originale soffitto a cassettoni, trovano posto:
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A. Madonna del Rosario
Tempera su tavola, proveniente
dall’ex-chiesa della Madonna del Rosario fuori Norcia, dei Domenicani.
Concepita per l’altare principale, questa pala fu commissionata ai fratelli
Gerolamo, Vincenzo e Francesco Sparapane nel 1547. E’ evidente l’intenzione
dei Domenicani di emulare la tavola che J. Siculo aveva dipinto sei anni prima
per gli Osservanti per la Chiesa dell’Annunziata “nuova”. Quest’ultima
rappresenta uno dei più monumentali dipinti umbri della prima metà del 1500,
attualmente non esposta al pubblico.
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B.
Santa Giuliana
Scultura lignea
policroma proveniente da S. Pellegrino di Norcia. Lavoro uscito forse da una
bottega nursina in piena stagione tardogotica (sec. XV).
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C. Madonna in trono col
Bambino, S. Antonio da Padova, S. Rocco. (Madonna di San Rocco)
Tavola dipinta proveniente dalla
Chiesa di S. Leonardo di Montebufo (Preci), originariamente inserita in un pregevole
altare ligneo di artigianato locale.
È opera di Francesco Sparapane (1530
circa)
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D. S. Francesco con le
allegorie dei Vizi e delle Virtù
Tempera su tavola proveniente
dalla chiesa di S. Francesco di Norcia. Attribuita al fiorentino Francesco
Botticini datata intorno agli anni ottanta del sec. XV.
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E. Cristo risorto
Tempera su tavola. Nella firma
“hoc opus Nicolai” va riconosciuto Nicola di Ulisse da Siena, pittore toscano
vissuto a Norcia tra il 1442 e il 1476/77.
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F. Madonna col Bambino
e Santi Francescani (tavola dei Terziari”)
Tempera su tavola. L’autore è Antonio Liberi da
Faenza detto Mazzone, tipica figura di artista rinascimentale (1519).
L’ariosità della composizione, la luminosità dei colori, l’ombra vibrante
della volta a lacunari, il raccordo tra architettura dipinta e cornice lignea
indussero Antonio Corbara a paragonare il dipinto ad una “grande, solenne
maiolica faentina” e a formulare così il suo giudizio in una lettera privata,
scritta poco prima della morte: “io resto letteralmente stupito della sua
altezza e magnificenza: oserei dire che sia la cosa più bella uscita dal
Rinascimento faentino” (1983). |
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G.
San Sebastiano
Scultura lignea policroma.
Esempio notevole di scultura rinascimentale diffusa tra Marche e Umbria sullo
scorcio dei Quattrocento.
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Incoronazione della Vergine di Jacopo
Siculo dipinta nel 1541 |

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