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Nel loggiato
(di colore blu nella piantina) sono esposti alcuni affreschi
staccati provenienti da chiese e da edifici del territorio. |
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Il primo riquadro a sinistra in alto rappresenta la
Madonna col Bambino, il secondo (al centro) la Madonna in trono col Bambino, S. Giuseppe e
altro santo, il terzo una Madonna in trono col Bambino e Devoti. I primi due
furono dipinti da Francesco Sparapane nel 1528, il terzo da un pittore locale. |
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Madonna della Quercia (eseguito prima del 1526 da
un peruginesco locale, in basso a sinistra si intravede l’offerente tale
Pierdomenico detto Pozzo da Paganelli). |
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A. Questi affreschi provengono
dalla chiesa della Madonna della Quercia presso Valcaldara di Norcia.
Madonna
col Bambino in braccio e Madonna col Bambino lattante: sono attribuibili a Francesco Sparapane (1528).
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Nel loggiato è presente anche:
B. Il trittico murale
raffigurante la Madonna col Bambino, Madonna di Loreto e San Sebastiano. Si
trovava a Savelli di Norcia, all’esterno di casa Berardi da dove fu distaccato
dopo il terremoto del 1979. E’ possibile riferirlo ad Antonio Sparapane e
datarlo agli anni settanta del sec. XV.
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Nella prima sala del museo è
possibile ammirare:
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A. Il tabernacolo
Legno intagliato
e dorato. A Norcia simili manufatti uscirono in particolare dalla bottega di
Antonio e Francesco Marinucci, fabbrilignai e “architectoni” (seconda metà del
sec. XVI).
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B.
Bossolo del Magistrato
(seconda metà del XV sec.)
Di legno
intagliato e intarsiato (due stemmi di Norcia), il coperchio presenta internamente, dipinti a
tempera, i santi Benedetto e Scolastica (attribuibili a uno Sparapane attivo
agli inizi del XVI sec.) era utilizzato per eleggere le massime cariche comunali. Nei
cassettini interni si riponevano le “pallotte” di cera contenenti i
“polizzini” dei designati. Per evitare manomissioni il bossolo era custodito
nel sacrario di una chiesa e possedeva quattro serrature diverse, sulla fronte e
sul lato sinistro del cofanetto sono graffiti i nomi di tre dei quattro
depositari delle chiavi:
Co(mmun)ità, S.
Ben(edetto), S. Fran(cesc)o.
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